{"id":1683,"date":"2022-09-19T17:09:14","date_gmt":"2022-09-19T15:09:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.stay-trained.com\/?p=1683"},"modified":"2026-05-04T15:11:09","modified_gmt":"2026-05-04T13:11:09","slug":"attivita-fisica-negli-over-40","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.stay-trained.com\/it\/allenamento\/attivita-fisica-negli-over-40\/","title":{"rendered":"L\u2019ATTIVIT\u00c0 FISICA NEGLI OVER 40: COME OTTIMIZZARLA"},"content":{"rendered":"<p style=\"font-size:12px\"><b>A cura di: Prof a.c. Evasio Pasini. Universit\u00e0 degli Studi di Brescia<\/b><\/p>\n<p>Al giorno d\u2019oggi sempre pi\u00f9 persone svolgono attivit\u00e0 fisica anche in et\u00e0 avanzata.<br \/>\n\u00c8 noto che con lo scorrere del tempo avvengono importanti alterazioni metaboliche e funzionali che coinvolgono sia il singolo organo sia l\u2019organismo nella sua globalit\u00e0; l\u2019attivit\u00e0 fisica eseguita in et\u00e0 over 40 pu\u00f2 causare alterazioni metaboliche, che possono portare ad un danno muscolare.<br \/>\nRecenti studi scientifici hanno dimostrato che la somministrazione per via orale di una specifica miscela di singoli aminoacidi, formulata in base ai bisogni metabolici umani, \u00e8 in grado di stimolare la sintesi proteica muscolare, indurre un incremento della produzione di energia ed influenzare il metabolismo di crescita energetica dell\u2019individuo in particolare nelle condizioni di un\u2019attivit\u00e0 fisica intensa.<\/p>\n<p>Dati dell\u2019Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0 (OMS) indicano che tra gli adulti residenti in Italia il 48% \u00e8 \u201cfisicamente attivo\u201d e il 23% \u00e8 \u201cparzialmente attivo\u201d. Solo il 29% risulta \u201csedentario\u201d.<br \/>\nSi deduce che oltre il 50% degli adulti italiani svolgono attivit\u00e0 fisica in modo attivo e costante.<\/p>\n<p>Ma tutte queste persone sono a conoscenza delle modificazioni metaboliche\/strutturali che avvengono nel nostro corpo durante l\u2019allenamento fisico e perch\u00e9 allenandosi si migliorano le prestazioni?<br \/>\nDi fatto, durante le varie sedute di attivit\u00e0 fisica, l\u2019organismo viene stressato con attivit\u00e0 che vanno ben al di sopra dell\u2019attivit\u00e0 normale. Durante questa fase di sovra-richiesta energetica l\u2019organismo attinge a risorse straordinarie e riesce ad eseguire i vari esercizi. Quando la seduta \u00e8 terminata, termina anche lo stimolo stressogeno e l\u2019organismo attua una serie di attivit\u00e0 metaboliche finalizzate a ristabilire le condizioni del metabolismo iniziale aggiungendo tuttavia di volta in volta una piccola riserva detta \u201csupercompensazione\u201d. Se ne deduce che allenamenti continui nel tempo e ben organizzati causano una sommatoria di \u201csupercompensazioni\u201d che all\u2019apice del periodo di training aumentano la prestazione(1).<\/p>\n<p>Da quanto detto emergono tuttavia alcune considerazioni logiche:<br \/>\n<strong><span style=\"color: #ff8200;\">&gt;<\/span><\/strong> L\u2019attivit\u00e0 fisica \u00e8 un\u2019attivit\u00e0 che causa marcato stress metabolico\/funzionale<br \/>\n<strong><span style=\"color: #ff8200;\">&gt;<\/span><\/strong> \u00c8 importante stabilire allenamenti fisici ottimali sia da un punto di vista qualitativo che quantitativo<br \/>\n<strong><span style=\"color: #ff8200;\">&gt;<\/span><\/strong> \u00c8 di fondamentale importanza identificare il periodo di intervallo (= riposo) tra un allenamento fisico e l\u2019altro nel quale il metabolismo dell\u2019atleta recupera l\u2019omeostasi metabolica<br \/>\n\u00c8 chiaro che i punti riportati in precedenza sono strettamente personali. Uno degli sbagli spesso ricorrenti \u00e8 quello di uniformare, per comodit\u00e0 o per scarsa conoscenza scientifica, la tipologia e gli intervalli degli allenamenti fisici e dei recuperi. \u00c8 invece fondamentale tenere a mente che tali approcci devono essere personalizzati. Di fatto l\u2019atleta A \u00e8 biondo mentre l\u2019atleta B \u00e8 moro. A queste caratteristiche fenotipiche corrispondono a caratteristiche genotipiche(2). Tali genotipi inducono la produzione di enzimi diversi che regolano e diversificano il metabolismo in modo personale e molto diverso da un soggetto all\u2019altro.<br \/>\nLa situazione metabolica \u00e8 pi\u00f9 complessa se l\u2019esercizio fisico viene svolto da una atleta nella terza\/decade di vita in su.<br \/>\nRicerche scientifiche hanno infatti dimostrato la progressiva riduzione delle masse e delle funzioni muscolari nel tempo. Il declino della massa inizia gi\u00e0 dopo i 30 anni e prosegue nel tempo. All\u2019et\u00e0 di 50 anni \u00e8 stimata una riduzione di circa il 10% che raggiunge anche il -0.7\/-0.8% ogni anno dopo i 60 anni.<br \/>\nQuesta riduzione \u00e8 dovuta principalmente ad un&#8217;azione demolitiva delle proteine contrattili muscolari che causano l&#8217;abbassamento del numero di fibre muscolari e dall\u2019area occupata dalle miofibrille proteiche stesse. A tali alterazioni muscolari indotte dal tempo vanno poi aggiunti, la riduzione della disponibilit\u00e0 energetica, l\u2019incremento dello stress ossidativo e dell\u2019infiammazione sia locale che generale che rinforza lo stimolo demolitivo delle proteine.<br \/>\nTutte queste alterazioni causano il calo della forza muscolare, meglio evidenziata dalla quinta decade di vita e caratterizzata da un declino del 2-4% circa ogni anno(3).<\/p>\n<h5>Da che cosa \u00e8 causato il danno muscolare?<\/h5>\n<p><b>Ruolo del sistema immunitario<\/b><br \/>\nCome detto l\u2019esercizio fisico induce perturbazioni al sistema immunitario (SI) e si sa che anche l\u2019invecchiamento ne causa delle alterazioni. Infatti, l\u2019attivit\u00e0 fisica influenza la funzione immunitaria indebolendo le difese negli atleti sottoposti a training intensivo.<br \/>\nQuesta situazione crea un circolo vizioso per cui la riduzione delle difese immunitarie, causate verosimilmente da diverse componenti ormonali (es. cortisolo), facilita le infezioni virali le quali attivano la risposta infiammatoria che altera il metabolismo generale incluso, celebrale e muscolare.<\/p>\n<h5>QUALI TEST USARE PER IDENTIFICARE PRECOCEMENTE LA SOFFERENZA METABOLICA DELL\u2019ATLETA?<\/h5>\n<p><b>Variabilit\u00e0 della Frequenza Cardiaca:<\/b><br \/>\nL\u2019analisi della variabilit\u00e0 della frequenza cardiaca (FC) \u00e8 stata usata in passato nelle patologie croniche per valutare il tono simpatico e parasimpatico. A tal proposito esistono oggi sofisticate apparecchiature elettroniche che permettono l\u2019analisi della variabilit\u00e0 della FC considerando dei domini definiti di potenza e frequenza che forniscono informazioni sulla componente vagale e simpatiche della regolazione della FC stessa.  Di recente \u00e8 stato dimostrato che una prevalenza della componente vagale \u00e8 un indicatore positivo sull&#8217;efficacia degli allenamenti fisici mentre un incremento della componente simpatiche \u00e8 considerato negativo.<\/p>\n<h5>COME PREVENIRE E\/O RIDURRE I DANNI MUSCOLARI<\/h5>\n<p>Vista la complessit\u00e0 della genesi del potenziale danno muscolare indotto dall\u2019attivit\u00e0 fisica non ottimizzata non esiste una ricetta magica per prevenirla o curarla.<br \/>\nTra le strategie terapeutiche proposte per prevenire o ridurre tale danno muscolare si ricorda:<\/p>\n<p><b>Ottimali cicli di riposo e sonno.<\/b> Questo \u00e8 il metodo pi\u00f9 ovvio e semplice per evitare il danno muscolare. Il riposo e il sonno sono momenti essenziali della nostra vita. In essi prevalgono i momenti anabolici-parasimpatici necessari per ripristinare le riserve consumate durante l\u2019attivit\u00e0 fisica. La mancanza di queste condizioni porta ad una depurazione delle riserve e a uno stato di dannoso stress ipercatabolico muscolare.<\/p>\n<p><b>Nutrizione.<\/b> Alcuni Autori hanno riscontrato nei soggetti con danno muscolare manifesto la diminuzione muscolare di glicogeno. Ci\u00f2 pu\u00f2 essere causato da alterazioni ormonali significative, quali l\u2019incremento delle molecole \u201ccattive\u201d che vengono accumulate nel sangue durante varie attivit\u00e0 fisiche ravvicinate e\/o intense. L\u2019importanza del metabolismo dei carboidrati nella genesi del danno muscolare da attivit\u00e0 fisica non ottimizzata \u00e8 stata recentemente dimostrata in uno studio clinico che ha valutato gli effetti della somministrazione di soluzioni con diverse concentrazioni di carboidrati prima, durante e dopo gli allenamenti. I risultati ottenuti hanno mostrato che la somministrazione di carboidrati riduce la severit\u00e0 del danno ma non la evita(8).<\/p>\n<p>In aggiunta a quanto sopra, altre evidenze scientifiche recenti indicano che le alterazioni del metabolismo proteico sono causa del danno muscolare. Sull\u2019uso di aminoacidi (AA) ramificati o di glutammina esistono dati contrastanti(9). Al contrario, Othani ha dimostrato che una miscela di AA ramificati con arginina e glutammina aumenta l\u2019efficienza del training migliorando il metabolismo muscolare e l\u2019emopoiesi(10).<br \/>\nL\u2019Origine della non univocit\u00e0 dei dati riguardanti l\u2019uso di miscele di AA negli atleti pu\u00f2 originare dalla composizione della miscela usata.<\/p>\n<p>Di fatto, la miscela amminoacidica ideale per i bisogni metabolici dell\u2019uomo non \u00e8 presente in natura. L\u2019apporto di aminoacidi \u00e8 fondamentale per mantenere l\u2019equilibrio energetico\/proteico\/metabolico all\u2019interno della cellula. La miscela ideale di AA dovrebbe contenere il giusto rapporto di molecole sia da un punto di vista quantitativo sia qualitativo atto a mantenere sia le sintesi proteiche sia il metabolismo generale ed energetico della cellula.<\/p>\n<p>\u00c8 importante sapere che il 75% delle richieste nell\u2019uomo \u00e8 soddisfatto dall\u2019introduzione di 5 AA: leucina, isoleucina, valina, treonina, lisina. Nel metabolismo generale dell\u2019individuo, l\u2019uso di aminoacidi ramificati \u00e8 circa il doppio della treonina e della lisina.<br \/>\nDa ricordare che l\u2019istidina, che \u00e8 l\u2019aminoacido fondamentale per la sintesi dell\u2019emoglobina e delle miofibrille muscolari.<\/p>\n<p>Altri aminoacidi importanti per la costituzione della miscela ideale per i bisogni dell\u2019uomo sono la metionina e la cisteina, che devono per\u00f2 essere assunte in rapporto ottimale onde evitare la produzione di omocisteina (molecola dannosa per il sistema cardiovascolare). Da ricordare che la cisteina \u00e8 fondamentale per la sintesi del glutatione, che \u00e8 la molecola antiossidante endocellulare pi\u00f9 dominante. La miscela ideale formulata sui bisogni metabolici umani dovrebbe anche contenere adeguate quantit\u00e0 di tirosina e triptofano calcolate in rapporto stechiometrico con gli altri AA(11). Questa miscela ha inoltre dimostrato la capacit\u00e0 di indurre mitocondrio genesi con ottimizzazione della carica energetica delle cellule muscolari(12).<\/p>\n<h5>CONCLUSIONI<\/h5>\n<p>Da quanto riportato in precedenza emerge che le variabili in gioco sono molteplici e richiedono un approccio funzionale e metabolico personalizzato e continuo orientato sia nella diagnosi che nelle strategie terapeutiche da adottare per prevenire i danni muscolari gi\u00e0 dopo la quarta decade di vita.<br \/>\nInfatti, se per gli atleti giovani e di \u00e9lite, i danni si risolvono quasi totalmente con gli accorgimenti previsti, ben altre e pi\u00f9 importati problematiche riguardano gli atleti senior o coloro i quali svolgo attivit\u00e0 fisica, anche impegnativa, con et\u00e0 superiori ai 35-40 anni senza un adeguato monitoraggio. Di fatto, in queste condizioni, l\u2019organismo risponde in modo molto pi\u00f9 marcato agli stress metabolici indotti dall\u2019attivit\u00e0 fisica. Paradossalmente, senza un controllo adeguato e continuo delle risposte metaboliche del nostro corpo all\u2019allenamento e l\u2019utilizzo di specifiche strategie riparative, si pu\u00f2 incrementare certamente le prestazioni ma anche sviluppare significativi danni metabolici che spesso risultano difficili da rimediare.<br \/>\nIn conclusione, possiamo dire che l\u2019attivit\u00e0 fisica \u00e8 indubbiamente importante per il mantenimento della salute dell\u2019individuo, ma nei soggetti senior dev&#8217;essere svolta in modo personalizzato, tarata sulle risposte metaboliche del singolo individuo e supportata da adeguata supplementazione metabolica al fine di ottimizzare l\u2019attivit\u00e0 senza creare eventuali danni a vari organi o sistemi.<\/p>\n<h5>Bibliografia<\/h5>\n<p>1)\tJoint Consensus Statement. Prevention, diagnosis and treatment of the overtraining syndrome: joint consensus statement of European college of sport medicine and American college of sport medicine. Medicine &amp; Science in Sport &amp; Exercise 2012:186-205<br \/>\n2)\t. Pasini E, Pirelli S, Di Lenarda A, Dioguardi FS, Maseri A. The evolution of medical research: from trials to tailored therapy. G Ital Cardiol 2010; 11(10):761-6.<br \/>\n3)\tDistefano G, Goodpaster BH. Effects of exercise and aging on skeletal muscle. Cold Sping Harb Perspect Med 2018:8:a029785<br \/>\n4)\tPasini E, Aquilani R, FS Dioguardi et al. Hypercatbolic syndrome: molecular basis and effects of nutritional supplementation with amino acids. Am J Cardiol 2008;101:11E-15<br \/>\n5)\tFlati V, Pasini E, D&#8217;Antona G, Speca S, Toniato E, Martinotti S. Intracellular mechanisms of metabolism regulation: the role of signaling via the mammalian target of rapamycin pathway and other routes. Am J Cardiol. 2008 Jun 2;101(11A):16E-21E.<br \/>\n6)\tAquilani R, Opasic C, Gualco A et al. A practical method to diagnose muscle degradation in normonourisched patient with chronic heart failure. Inter J Med. 2009;10:226-230.<br \/>\n7)\tFerrari F, Fumagalli M, Vigluio S, Aquilani R, Pasini E, Iadarola P. A rapid method for simultaneous determination of creatine, 1-and 3 methyhistidine in human urine. Electrophoresis 2009;30:1-3<br \/>\n8)\tHalson S, Lancaster G, Achten J, Gleeson M, Jeukerdrup A. Effects of carbohydrate supplementation on performance and carbohydrate oxidation following intensified cycling training: J Appl Physiol 2004;97:1245-1253<br \/>\n9)\tMeeusen R, Watson P. Amino acid and the brain: do they play a role in central fatigue?. Int J Sort Nutr Exerc Metab 2007:17:S37-S46<br \/>\n10)\tOthani M, Sugita M, Maruyama K. Amino acid mixture improves training efficiency in atletes. J Nutr 2006. 136.538S-543S<br \/>\n11)\tDioguardi FS. Wasting and substrate-to-energy control pathway: a role for insulin resistance and amino acid. Am J Cardiol 2004.93:6A-12A.<br \/>\n12)\tD\u2019Antona G, Ragni M, Cardile A et al, Branched-chain   amino acid supplementation promotes survival and supports cardiac and skeletal muscle mitochondrial biogenesis in middle-aged mice.  Cell Metab 2010 Oct 6;12(4):362-372.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A cura di: Prof a.c. Evasio Pasini. 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